Come anticipato, inizio l’analisi ed il commento dei principali punti del decreto Bersani sulle liberalizzazioni (senza pregiudizi ideologici, basandomi sui fatti).
Inizio da quello secondo me più importante e rivoluzionario (e di cui tv e giornali non parlano, soffermandosi su taxi e farmacie, che sono marginali): le condizioni contrattuali dei conti correnti bancari, che riguarda decine di milioni di italiani; in questa norma il Governo ha fatto sue 3 segnalazioni dell’Antitrust che ho messo nella webliografia.
Ti dico subito che questa norma mi entusiasma; per massima trasparenza, riporto il testo del decreto.
I fatti
Art. 10.
Condizioni contrattuali dei conti correnti bancari
1. L'articolo 118 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e' sostituito dal seguente: «Art. 118 (Modifica unilaterale delle condizioni contrattuali).
1. Nei contratti di durata puo' essere convenuta la facolta' di modificare unilateralmente i tassi, i prezzi e le altre condizioni di contratto qualora sussista un giustificato motivo.
2. Qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali deve essere comunicata espressamente al cliente per iscritto, secondo modalita' immediatamente comprensibili, con preavviso minimo di trenta giorni.
3. Entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione scritta, il cliente ha diritto di recedere senza penalita' e senza spese di chiusura e di ottenere, in sede di liquidazione del rapporto, l'applicazione delle condizioni precedentemente praticate.
4. Le variazioni contrattuali per le quali non siano state osservate le prescrizioni del presente articolo sono inefficaci, se pregiudizievoli per il consumatore.
5. Le variazioni dipendenti da modifiche del tasso di riferimento devono operare, contestualmente e in pari misura, sia sui tassi debitori sia su quelli creditori.».
Commento
Modifica unilaterale delle condizioni
Alla base del diritto privato c’è il principio che un contratto è l’incontro delle volontà di due parti e le condizioni possono essere cambiate solo se sono entrambe d’accordo.
Invece fino a oggi le banche potevano variare unilateralmente le condizioni pubblicando la modifica sulla Gazetta Ufficiale e il cliente ha 15 giorni di tempo per recedere (ammesso che legga ogni giorno la G.U.), spesso pagando anche 50 o 100 euro. (è come se uno subisse una rapina per strada e poi dovesse pagare il rapinatore per farlo andare via…).
La conseguenza è che a ognuno di noi è capitato che la banca abbia cambiato in peggio delle condizioni, ce ne accorgiamo con l’estratto conto trimestrale e non possiamo farci niente. I grandi manager bancari aumentano sistematicamente i prezzi ai clienti e fanno utili d’oro (sarei capace anche io a fare super profitti così…), a scapito dei loro clienti (che poi siamo noi..).
Questa nuova norma (nei commi da 1 a 4) è rivoluzionaria, perché la banca deve comunicare le variazioni almeno 30 giorni prima a ogni correntista (quindi non è sufficiente la Gazzetta Ufficiale), il quale ha 60 giorni per recedere senza pagare penali.
Poiché, grazie a Internet e alle banche online, è semplice e veloce aprire un conto online ( leggi a riguardo il mio post Ho chiuso il conto in banca, faccio tutto online ) se la banca modifica le condizioni il cliente può cambiare banca in tempi rapidi e senza costi e con minimi disagi.
Si potrebbe fare anche di più, perchè, a seconda dei casi, ci sono comunque dei costi per spostare titoli azionari e obbligazionari, fondi di investimento, rifare una carta di credito, etc. Una soluzione potrebbe essere la portabilità del numero di conto corrente, che mi sembra un'idea intelligente ma non so se in altri nazioni sia già funzionante.
Variazione dei tassi attivi e passivi
Il comma 5 prevede che quando cambiano i tassi di riferimento della Banca Centrale Europa, la banca li modifichi sia a favore del cliente che a sfavore; questo comma mi sembra un pò dirigista, però devo dire che le banche di cui sono stato cliente (e così miei amici e parenti) mi hanno sempre aumentato i tassi a sfavore e quasi mai quelli a favore, per cui ben gli stà.
Temo però che le banche tenderanno ad aumentare i tassi in momenti diversi rispetto alla BCE, in modo da non rientrare nell'ambito di applicazione di questo comma 5.
Una ulteriore considerazione è che la maggior parte delle grandi banche sono politicamente vicine al centro-sinistra (al punto che 2 importanti amministratori delegati andarono pubblicamente a votare per le primarie di Prodi) e questa norma è contro le banche e a favore dei cittadini clienti/consumatori; mi sembra quindi dubbia l'affermazione di una parte del centro-destra che dice che il decreto Bersani sia un favore alle cooperative rosse (e casomai riguarda la norma dei farmaci nei supermercati, che è solo una delle 12 novità, non certo questa sulle banche).
Se questa norma passerà, i grandi manager bancari che fanno super profitti dovranno essere più attenti nei comportamenti verso i loro clienti.
Vantaggi per il consumatore
Il cliente ha il coltello dalla parte del manico, non è più un suddito
Aumenta la trasparenza
Cresce la libertà del correntista
Maggiore concorrenza tra le banche
Antitrust (IC32) avvia indagine su costi conti correnti bancari, bancomat e pagobancomat
Antitrust (AS338): rivedere norme su modifiche unilaterali a conti correnti bancari





sono abbastanza d'accordo con te sul decreto Bersani, ma secondo me si poteva fare di più e meglio. ora abbiamo più potere è vero; la chiusura del conto non va piu pagata è vero; ma fino a quando non avremo la portabilità del numero di conto corrente e di tutti gli altri servizi, per noi utenti, ogni volta che dobbiamo cambiare Banca sarà comunque un fastidio non da poco.
Scritto da: Roberto | 10/07/06 a 23:45
@Roberto
concordo che si poteva fare di più e meglio, ma secondo me è importante il segnale, per la prima volta in 60 anni il consumatore ha più importanza della banca.
Se il consumatore vuole fare valere i suoi diritti, lo potra' fare, anche se con alcuni piccoli fastidi (io l'ho fatto pochi mesi fa).
Riguardo alla portabilità del numero di conto corrente, mi sembra un'idea intelligente; sai dirmi se ci sono paesi europei nei quali c'e' e/o negli Stati Uniti?
Scritto da: Meno Stato + mercato + liberta' | 11/07/06 a 09:08