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I link elencati qui sotto sono quelli che rimandano a La pressione fiscale effettiva sulle famiglie è dal 60% al 70%, secondo uno studio dei Riformatori Liberali:

» Fisco da .Il Paese delle Meraviglie.
La pressione fiscale per ogni famiglia... [Continua a leggere]

» Pressione fiscale su famiglie: 60% da LE GUERRE CIVILI
Eccellente questo studio di Riformatori Liberali, riportato da Meno stato. La pressione fiscale dello Stato sulle famiglie è al 60% almeno. [Continua a leggere]

Commenti

luciano

Io i contributi pensionistici non li considerei tasse. Se l'Inps fosse privata, anzi, sarebbe accumulazione di risparmio...
Peraltro, mi piacerebbe vedere (lavoro immane) la composizione più dettagliata possibile della spesa pubblica.
Un commento politico: siamo l'unico paese al mondo dove la destra 'liberale' ha prodotto un bilancio sovietico!

Paolo Rossi

Vero, un governo di destra che si dichiara liberale ma che non ha fatto nulla in tal senso. Il problema al solito è la gente credulona. Almeno a Padoa Schioppa riconosco l'onestà politica ed economica di voler sanare le finanze pubbliche, ma siccome a causa della pressione dei partiti non è riuscito a tagliare le spese come indicato nel dpef, ha aumentato le tasse. Facile fare debiti come Tremonti, tanto poi non li paga lui.

luciano

Ma la cosa che più mi fa imbestialire è che quando dimostro dati alla mano la spesa allegra del precedente governo a chiunque lo abbia votato allora ed anche ora, ottengo sempre e solo negazioni: 'chissà dove sono stati presi i dati', 'lo ha fatto perché non c'era la ripresa', 'non ci credo', 'e gli insegnanti che fanno lezioni in nero'(!!!), 'sei il solito comunista'(!!!!!).
Che razza di paese...

Meno Stato + mercato + liberta'

@luciano1.
Per l'ISTAT e Eurostat la pressione fiscale e' la somma delle imposte dirette, indirette e i contributi sociali.
Fra l'altro noi siamo per eliminare la pensione obbligatoria, cioe' il cittadino deve essere libero di decidere se avere o meno una pensione obbligatoria, e se la vuole deve poterla fare privatamente (come e' in America, Cile, Canada e Australia) e non ossere obbligato a averla per forza con lo Stato.

@Paolo Rossi
Il DPEF e' stato votato da tutto il consiglio dei ministri (salvo Ferrando dei comunisti italiani); poi dopo 2 mesi la Finanziaria approvata dal consiglio dei ministri non rispecchiava quanto previsto dalle stesse persone nel DPEF, nonostante un aumento improvviso del gettito fiscale e un deficit migliore del previsto.
I debiti non li ha fatti Tremonti, ma 20 anni di gestione dissennata della finanza pubblica da parte della classe politica.

@luciano2
Uno degli obiettivi di questo blog è che il dibattito politico sia basato su fatti tratti da fonti ufficiali, e non sia più un tifo da stadio fazioso.

luciano

@moderatore: veramente io il tifo lo subisco, quando parlo di cifre...
Sto anche facendo pubblicità a questo sito, ma l'accoglienza è fredda. Meglio l'ideologia della verità, a quanto pare.
Sui contributi faccio ammenda; ed un sistema totalmente privato sarebbe anche una bella scossa per un sistema industriale che troppo spesso dimentica di vivere nel libero mercato, dove i concorrenti vanno battuti perché il prodotto è migliore.
"solo i paranoici sopravvivono" Andy Grove

Gionata Pacor

Luciano,

hai ragione: il governo Berlusconi è stato statalista e spendaccione. Ha abbassato le tasse ma non è riuscito ad abbassare le spese.
Questo dipende dal fatto che in Italia anche il centrodestra è troppo di sinistra.

D'altra parte questo governo alza le tasse ed alza le spese, il che è continuare la politica statalista della scorsa legislatura peggiorandola. Per quanto Berlusconi abbia fatto male (ha fatto politiche fiscali espansive di tipo Keynesiano, riducendo la pressione fiscale in tempi di recessione, mentre avrebbe dovuto avere il coraggio di fare anche dei tagli) questo governo sta facendo il peggio possibile immaginabile.
I liberisti votano centrodestra turandosi il naso. Che ci potevano fare: avevano bisogno dei voti dei democristiani e della destra sociale...
Ma votare il centrosinistra è come regalare le catene a chi ti vuole schiavizzare.
Perché questo centrosinistra è un tiranno.

Meno Stato +mercato +libertà

@Luciano
Un suggerimento per attirare l'attenzione dei tuoi amici e parenti relativamente ai fatti e alle opinioni di MenoStato.

Inizia a fare leggere loro i fatti relativi ai partiti che non votano; ad esempio se sono di centro-destra, fai vedere i nostri articolo in cui dimostriamo che la finanziaria 2007 del centro-sinistra aumenta vari tipi di tasse (ticket pronto soccorso, bollo auto, contributi INPS su autonomi, apprendisti, dipendenti, etc):
http://blog.menostato.it/finanziaria_2007

Poi dopo qualche giorno mostragli il nostro articolo in cui dimostriamo, in base a dati ufficiali, che il contratto con gli italiani di Berlusconi non fu rispettato in almeno 2 punti (lavoro e tasse):
http://blog.menostato.it/2005/12/berlusconi_a_po.html

Noi non siamo ne' di destra ne' di sinistra, valutiamo i fatti, senza pregiudizi ideologici.

@Gionata Pacor
Il governo Berlusconi ha si' abbasato le imposte dirette (quelle sulle persone fisiche), ma lo ha finanziato prevalentemente in 2 modi:
- aumento di imposte indirette (marche da bollo, sigarette, benzina, etc),
- aumento del 20% del gettito delle imposte sulle società (IRES), nonostante aliquota piu' bassa di punto percentuale (perche' ha modificato la base imponibile a sfavore della aziende).

Quindi in sostanza ha spostato la tassazione da una parte all'altra, e infatti la pressione fiscale complessiva e' scesa di soli 0,7 punti di PIL, passata dal 41,2% del PIL del 2001 al 40,5% del 2005, nonostante un calo di 2 punti di PIL della spesa per interessi, che e' stato quasi tutto usato per fare maggiore spesa pubblica.

galgano p.

un plauso a questo ottimo sito che finalmente riesce a passare dalla sterile "protesta" all'efficace "proposta". non si può continuare solo ed esclusivamente a protestare. occorre passare a proproste concrete per uscire dal tunnel dell'esproprio fiscale reiterato e continuato. gli italiani non sono "pecore" da mungere impunemente un giorno sì e l'altro pure. bisogna invertire la rotta finche siamo in ytempo. l'economia italiana è sempre più vicina aal collasso. grazie ai governi di sinistre e a questo governo PRODI, il peggiore della Repubblica.

pietro

Ma volevo fare una domanda, il ticket sul pronto soccorso nel caso di interventi in Codice Verde, cioè che possono essere fatti entro 48 ore, non penso si debba considerare una tassa, è una partecipazione alla spesa su un servizio non necessario, o sbaglio?
Pretendere di pagare meno tasse e poi rifiutarsi di pagare di tasca propria cose come il pronto soccorso che ha costi incomprimibili mi sembra una buffonata.

Meno Stato + mercato + liberta'

@galgano p.
Ad un anno dalla nascita di MenoStato, iniziamo a fare proposte concrete.

In questo anno abbiamo raccolto, classificato, reso pluriannuali oltre 230 pagine di fatti di economia degli ultimi 10 anni italiani e europei:
http://www.menostato.it/fatti.html
tratti da 108 documenti di fonti ufficiali.

Il motivo è che vogliamo che le nostre proposte liberali e riformiste siano basate su fatti e numeri oggettivi, e non su slogan.

Continueremo nei prossimi mesi sia a evidenziare nuovi fatti che a fare proposte,
con l'obiettivo che sia in Parlamento un accordo bipartisan per realizzarle, come e' accaduto molte volte negli Stati Uniti.

@pietro
Non abbiamo al momento elementi per darti una risposta basata su fatti; certamente ci sono cittadini che fanno i furbi e vanno al pronto soccorso per non fare la fila.

Il Governo ha il diritto di mettere tutte le tasse o contributi di spesa che vuole.
Noi pero' diciamo che deve dirlo PRIMA delle elezioni, in modo che ogni cittadino che decide di votare i partiti della colazione sa da prima quali e quante tasse aumenteranno.
E questo vale per ogni Governo, indipendentemente dal colore politico.

Marco

Simpatica l'iniziativa del "Riformatori Liberali". Peccato che siano così sfacciatamente schierati con la CdL. Quando Berlusconi era al potere non si sarebbero mai sognati di criticare il governo, ora ogni scusa è buona (vedi il pezzo di BDV su Prodi e Israele).

Luciano: I "contributi pensionistici" sono tasse a tutti gli effetti (infatti in USA fanno parte di quella che viene chiamata Social Security Tax). Certo, se l'INPS fosse privata e ognuno fosse libero di versarli o meno, allora non sarebbero tasse. Ma così com'è quei tuoi "contributi" vanno a pagare la pensione di qualcun altro, non la tua.

gesù bambino

Io che pensavo di essere sempre informato mi stavo per perdere, addirittura, uno studio dei riformatori liberali: grazie davvero per l'imprescindibile segnalazione.
Ora aspetto con ansia gli studi dei fotoincisori razionalisti e delle suore brignoline.

luciano

@moderatore: ringrazio per il suggerimento con sottinteso psicologico: usare lo specchietto per attirare le allodole e poi farle cascare nel tranello ;-)

Lancio una provocazione molto distante dalla correttezza della teoria economica: se il sistema pensionistico fosse totalmente privato (Cile?); la sanità fosse erogata tramite assicurazione privata (Usa); e l'intero sistema scolastico funzionasse tramite buono-scuola di base, più tassa d'iscrizione per personalizzare la scelta; le autonomie locali funzionassero con tasse locali (mica come adesso), secondo voi quale aliquota di imposizione sul reddito basterebbe allo Stato per garantire il servizio del debito, l'ordine pubblico, magistratura, difesa e le prestazioni puramente assistenziali? E soprattutto, quale sarebbe il livello di soddisfazione del cittadino?
E perché invece nei paesi scandinavi, dove i bilanci non sono sempre sull'orlo del precipizio come i nostri, manco si sognano di abbandonare quel welfare così maternale?
Sarà forse anche una questione di etica?

PS: riguardo alla busta paga, basta fare una cosa più semplice: includere anche quel 33% circa di contributi pensionistici versati dall'azienda nei conteggi. Il dipendente li aprirebbe gli occhi, eccome...
Non c'è nessun aumento di efficienza del sistema economico a volere abolire la ritenuta d'acconto.

JA

Ho notato con piacere che il titolare di questo blog è stato invitato a partecipare alla trasmissione Pronto chi Parla su TeleNordest e in questo momento sta conducendo un vivace dibattito sul liberismo. Complimenti. JA

Marco

Luciano: non so nulla del sistema pensionistico in Cile, ma la sanità americana non è affatto privata. La spesa pubblica USA pro capite nel settore sanitario è tra le più alte di tutti i paesi industrializzati. Vedi qui (dati del 2004)

http://www.oecd.org/dataoecd/29/52/36960035.pdf

Solo il Lussemburgo, la Norvegia e l'Islanda avevano una spesa pro capite più alta. Se mi dici che non funziona bene sono d'accordo, ma è un fallimento del settore pubblico, non privato.

Riguardo alla Svezia, ti ricordo che alle ultime elezioni i socialdemocratici svedesi, gli autori dello stato sociale svedese, sono stati sconfitti e sostituiti da una coalizione (l'Alleanza per la Svezia) con un programma di forti tagli alle tasse, in parte già messo in atto. Ti consiglierei tra l'altro di leggere questo articolo, in inglese

http://www.mises.org/story/2259

luciano

Marco, grazie per il contributo. Ti faccio però notare che, come si legge nello stesso, la spesa pubblica negli USA ammonta (credo siano i programmi Medicare e Medicaid per anziani e non abbienti; più altra assistenza pubblica generalmente fornita) al 45% della spesa totale: il resto è privato. Ciò nonostante il livello complessivo della spesa pro capite è (Lussemburgo, ricchissimo, escluso) più alto almeno del 50% di qualunque altra nazione inclusa nel rapporto. E per ottenere come risultato che la vita media è sotto la media OCSE.
Nonostante io sia contrario alla presenza dello Stato nei settori dell'economia che il privato possa presidiare, mi viene da pensare che oramai la sanità USA sia un industria che si autogiustifica: i costi sembra quasi che salgano spinti per assurdo dalla concorrenza, dato che la stessa si gioca non sul fattore prezzo ma sulla qualità del servizio; e nella sanità qualità e novità si pagano proporzionalmente di più che in altri settori (produttivi). Le pressioni delle assicurazioni (che pagano il conto per la fetta privata) non sono evidentemente sufficienti a contenere questa escalation.
Per cui mi viene il serio dubbio che in determinati campi, introdurre il principio della possibile ricerca del profitto (invece che il semplice ripiano dei costi ex post) non porti ad un incremento di produttività, ma ad extracosti per la collettività.

Il Cile invece è un caso scuola: il sistema pensionistico è stato rivoltato come un calzino. Ecco un contributo:

http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=0000000141

Infine, la Svezia. Vero, c'è appena stato un cambio di leadership; però Danimarca, Islanda, Norvegia e Finlandia continuano imperterrite a macinare alta occupazione ed alte tutele, seppur con ricette differenti.
E' anche vero che sono Stati ben più piccoli di Italia, Francia o Germania e quindi più rapidi a recepire i cambiamenti introdotti, però i risultati sono esemplari. Vogliamo parlare del sistema scolastico finlandese?

alessandro

penso che non ci siano molte speranze: un governo coraggioso potrebbe proabilmente invertire la rotta nella crescita della spesa, ma sarebbe troppo impopolare quindi non riuscirebbe a governare. Del resto gli italiani vivono sempre piu alla giornata, non si pensa al conto che si paghera'perche lo pagheranno le altre generazioni come i pescatori di frodo che distruggono la fauna marina senza pensare ai figli che andranno a pescare nello stesso mare per vivere... Quindi un risanamento radicale e continuativo e molto improbabile in questa generazione. Del resto il patto intergenerazionale era stato gia' rotto al tempo della spesa corrente finanziata dai bot !!!! Come dire, anziche'fare investimenti per strutture e infrastrutture con i debiti, si sono pagati gli stipendi dei dipendenti pubblici con il debito finanzizato dai bot, ve lo siete dimenticato questo? Peccato. Bene, ora si continua sempre sulla stessa strada, ma la bolletta diventa sempre piu salata ed il bel paese restera' il bel paese per fare le vacanze. Per adesso scusate ma io resto all'estero, fiero di essere italiano ma orgoglioso e felice di vivere all'estero e pagare le tasse a governi piu meritevoli, felice di usufruire di servizi degni di questo termine. Del resto l'europa e' anche concorrenza tra governi, il governo piu efficiente attira piu europei e quindi piu contribuenti. Ed ogni volta che incontro un italiano, ci guardiamo negli occhi e ci chiediamo: ma tu hai voglia di tornarci la? Si, per farci le vacanze...
Buona fortuna italia.

Meno Stato + mercato + liberta'

@ luciano
te dici:
"Non c'è nessun aumento di efficienza del sistema economico a volere abolire la ritenuta d'acconto."

Non e' solo una questione di ritenuta di acconto IRE (ex IRPEF), ma anche del 33% di contributi INPS che il datore di lavoro versa per il lavoratore e che il lavoratore non vede neanche in busta paga.
Siamo d'accordo che l'efficienza non aumenta, ma il nostro obiettivo è che ognuno
dei 16.000.000 di lavoratori dipendenti veda
ogni mese sul suo conto corrente che ogni 100 euro che guadagna, 46 vanno allo Stato
senza che neanche li tocchi.
Aggiungendo poi le imposte indirette si arriva al 60-70%.

Per la riforma delle pensioni in Cile, ne parleremo in futuro.
In sintesi sono passati da un sistema a ripartizione a uno contributivo, ma la grossa novita' è che ogni lavoratore decide in autonomia a chi affidare i suoi contibuti (ci sono decine di alternative) e con quale grado di rischio.
C'e' massima liberta' di scelta per il lavoratore, e in Cile è stato adottato il modello teorizzato Milton Friedman, recentemente scomparso.
C'e' un interessante libro dell'Istituo Bruno Leoni al riguardo,
Pensioni: una riforma per sopravvivere. Prospettive europee per il modello a capitalizzazione
http://www.bol.it/libri/scheda/ea978884980926.html?referrer=catitvirfs0101

Inoltre noi pensiamo che aumentando la concorrenza e facendo fare un passo indietro alla presenza dello Stato dell'economia, aumentera' la liberta' di scelta dei cittadini di cosa fare con i propri soldi.

@Alessandro
Capiamo il tuo pessimismo, ci sono molti e irrisolti problemi, ma l'Italia è un paese che ha delle capacita' eccezionali, si tratta solo di fare emergere le energia positive che ci sono in ogni parte d'Italia
con l'obiettivo comune di migliorare la qualita' della vita di tuti i cittadini, sia
di centro-destra che di centro-sinistra.

Ai mondiali di calcio abbiamo dimostrato che, mettendo da parte la rivalita' personali, quando uniamo le forze possiamo essere numeri 1 al mondo.

La questione pero' è che tutta la classe politica dovrebbe pensare alle esigenze dei cittadini e non a quelle del ceto politico e relative clientele.

Marco

Luciano: guarda che ti sbagli sulla spesa sanitaria USA. Guarda bene il secondo grafico: la parte blu della colonna corrisponde alla spesa privata, quella rossa alla spesa pubblica. Confrontando con le altre colonne puoi vedere facilmente che che la spesa pubblica pro capite in USA e' superiore a quella di tutti gli altri paesi a parte Islanda, Norvegia e Lussemburgo. Il fatto che il 55% della spesa totale venga dal settore privato è irrilevante: lo stato americano spende, pro capite, più in programmi di assistenza sanitaria di quasi tutti gli altri paesi dell'OECD (il club dei "paesi ricchi"). E' difficile anche dire che le differenze siano dovute ai cambi, perché i paragoni sono fatti secondo la Purchasing Power Parity (PPP), quindi tenendo conto del potere di acquisto e non del cambio nominale.

Luciano

@moderatore: difatti, è quello che ho detto anche io: basta aggiungere in busta paga i contributi pagati ed il lavoratore avrà la piena percezione della pressione fiscale complessiva.

@Marco: ho capito il tuo punto, stiamo vedendo le due facce della stessa medaglia; io volevo evidenziare il fatto che:
a) la spesa sanitaria complessiva USA è anomala rispetto al resto del mondo
b) e questo, nonostante la quota prevalente sia privata, e quella pubblica sia un'offerta residuale rispetto alla scelta primaria (assicurazione sanitaria+istituto privato).
Ciao

Meno Stato + mercato + liberta'

@luciano
concordo, aggiungiamo in busta paga tutti i contributi, cosi' i lavoratori sapranno meglio quanto e' il costo totale.
e' una cosa semplice da fare per le aziende, ma secondo noi di grande impatto e efficacia.

Marco

Per curiosità, cosa c'è scritto nelle buste paga italiane? Qui (in Inghilterra) è indicato lo stipendio lordo, le tasse trattenute, il "contributo" pensionistico del lavoratore e quello del datore di lavoro (la differenza tra i due è puramente burocratica), e lo stipendio netto.

Meno Stato + mercato + liberta'

@luciano
Ripensandoci, aggiungere in busta paga il 33% di contributi INPS a carico dell'azienda non basta, perche' c'e' anche l'IRAP (4,25%), che in alcune regioni ha un addizionale ulteriore di oltre 1%.
Inoltre, poiche' l'IRAP non e' deducibile ai fini IRES, va aumentata del 33%, cioe' 4,25+33%=5,65%.
Il lavoratore non sa queste cose, ne' vede tutti questi costi che l'azienda sostiene.

Andrebbe anche aggiunto il costo per calcolare una busta paga (una piccola impresa paga 30 euro al mese per dipendente), cioe' 360 euro l'anno a dipendente solo per sapere quante tasse e contributi vanno pagati allo Stato.

@Marco
La busta paga italiana e' come quella inglese che dici te, salvo il piccolo particolare che non ci sono i contributi INPS a carico del datore di lavoro (circa il 33%)...
Nei prossimi anni sara' una nostra battaglia, noi vogliamo che tutti i lavoratori italiani si rendano conto di quante tasse e contributi vengono loro 'sottratti' e gestiti, spesso male, dalla politica e dal sindacato.
Quando milioni di persone capiranno queste cose, allora le idee del libero mercato troveranno terreno fertile anche in Italia.

laviero

Sulle proposte di menostato mi trovate parzialmente d'accordo. Bisogna mettere in busta paga le voce contributi azienda e Irap. Sulla proposta di togliere il sostituto d'imposta credo che in questo momento non sia saggio: in quanto noi italiani, siamo bravi a parlare quando evadono gli altri, ma poi.....
Inoltre, nello studio dei riformatori liberali sulle tasse degli italiani, non hanno messo per quanto riguarda l'operaio e forse anche il funzionario la voce assegno al nucleo familiare. Poi tanto scandalo sulle tasse da pagare: senza tasse niente servizi. Solo servizi a pagamento, paghi per andare a scuola, paghi per curarti, paghi sempre. Beh, chi prende uno stipendio alto se ne frega, ma chi deve campare una famiglia con un solo stipendio medio-basso che fa, si arrangia....

giangiacomo

Segnalo sull’argomento due articoli dell’economista libertarian Filippo Matteucci ( il teorico della democrazia turnaria e dell’economia privatista ):

Principi di economia privatista

Il fallimento sia dell’economia pianificata sovietica, finita in miseria, mafia e prostituzione, sia dell’oligopolio statalista e dirigista tipico delle democrazie formali delegate, impone un rovesciamento, una rivoluzione copernicana del modo di pensare e strutturare la scienza economica. Se qualcosa non funziona in un sistema socioeconomico vuol dire che i governanti hanno commesso uno o più errori, che a un dato bivio pregresso è stata imboccata la strada sbagliata.
Quanto ora detto vale a maggior ragione per l’Europa. Fino a meno di cento anni fa l’Europa, intesa come megasistema sufficientemente omogeneo di civiltà costituito dall’insieme dei Regni che la componevano, era la padrona del mondo, colei che aveva “la migliore probabilità di vittoria nella corsa allo sfruttamento delle ricchezze del globo”, per usare le parole dello Schmerb. I due decisivi errori al bivio che hanno portato quella che fu la Grande Europa all’attuale declino sono stati la svendita a poco prezzo dell’Impero Britannico e l’assunzione a principio di scienza del keynesianesimo.
…continua…
puoi continuare a leggere l’articolo qui:
http://www.finanzaediritto.it/articoli/principi-di-economia-privatista-4096.html

e

Proprietà privata e proprietà pubblica dello stato in Hans-Hermann Hoppe

“Uno stato è un monopolio territoriale della coercizione, un’agenzia che può dedicarsi a continue violazioni istituzionalizzate dei diritti di proprietà e allo sfruttamento dei proprietari privati tramite esproprio, tassazione e regolamentazione.” Con queste stesse parole Hans-Hermann Hoppe apre i suoi due saggi “Élites naturali, intellettuali e Stato” e “L’economia politica della monarchia e della democrazia, e l’idea di un ordine naturale”. Nella definizione proposta da Hoppe lo stato viene visto come soggetto, come una entità autonoma rispetto agli individui e alle famiglie che agiscono in esso e tramite esso. Nel prosieguo dei due scritti lo stato verrà poi considerato come oggetto di un diritto - potere, quello di proprietà. Tuttavia già nel concetto anglosassone di “agency” viene adombrata quella strumentalità dello stato, caratteristica essenziale della concezione e identificazione dello stato come apparato o insieme di apparati.
…continua…
puoi continuare a leggere l’articolo qui:
http://www.filosofiapolitica.net/showArticle.asp?ID=03-02-09-Hoppe&IDArea=2&dateReview=03-02-2009&typeMenu=0&showMenu=true&showComments=true

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