Sul sito trovi i dati dell’indice di libertà economica (Economic Freedom) 2006, L’Italia è al 42° posto (era al 26° nel 2005) e il punteggio è peggiorato (da 2,28 a 2,50).
L’indice, che considera molti fattori, e’ redatto dalla Heritage Foundation e dal Wall Street Journal.
Classifica 2005 e 2006:
http://www.menostato.it/fatti_LibertaEconomicaClassifica.html
Punteggio 2005 e 2006:
http://www.menostato.it/fatti_LibertaEconomicaPunteggio.html
Documento originale:
http://www.menostato.it/fonti_documenti.html#Heritage
Ho intervistato Alberto Mingardi, Direttore generale dell'Istituto Bruno Leoni che fa parte di un pool di 6 think tank europei (IBL, Centre for the New Europe, Institute of Economic Affairs, Hayek Foundation, Lithuanian Free Market Institute) che affiancano Heritage e WSJ nella loro attività per l'Index.
1) Quali sono i principali motivi per cui l'Italia e' al 42 posto?
Nel nostro Paese vi sono da anni gravi problemi, cui è stata data una risposta solo parziale. L'Index of Economic Freedom ne elenca alcuni: il debito pubblico, le pensioni, un mercato del lavoro ingessato, una fiscalità oppressiva.
Sono tratti però che non caratterizzano solo l'Italia, ma formano più in generale i contorni di una crisi della socialdemocrazia che si sta palesando in diversi contesti nazionali.
A questa crisi, bisogna cercare di dare risposta.
Da noi, purtroppo, questo non è stato fatto. E' così che si spiega la "retrocessione" del nostro Paese in una classifica, quella della libertà economica, che misura appunto il grado di interferenza dello Stato in economia.
In altre realtà, classi dirigenti più consapevoli hanno scelto la strada di una svolta più decisa, in termini di riduzione dello statalismo.
2) Perchè siamo peggiorati come punteggio rispetto all'anno precedente, passando da 2,28 a 2,50?
L'Indice è compilato in base a una batteria di indicatori abbastanza ampia, che vengono però fatti rientrare in dieci categorie.
L'Italia è migliorata lievemente nell'ambito fiscale, a ragione della sforbiciata (sia pure ridotta) alle aliquote dell'imposta sul reddito, ma è peggiorata per quanto attiene l'economia informale, la tutela dei diritti di proprietà, e la credibilità del sistema bancario e finanziario.
Il minore punteggio in questo settore è dovuto sicuramente più a un fattore di percezione (come ci vedono nel resto del mondo), che a un cambiamento istituzionale: le regole erano le medesime che vigevano prima, nell'arco di tempo su cui l'Index è stilato.
Tuttavia, l'intensa campagna di alcuni organi di stampa molto rilevanti a livello internazionale ha acceso i riflettori sulla Banca d'Italia anche all'estero.
3) Quali sono le cose + importanti che il governo dovrebbe fare per migliorare il punteggio?
Il nostro punteggio per la pressione fiscale resta fra i peggiori al mondo: bisognerebbe cominciare di lì, abbassando le tasse sostanzialmente. La promessa è elettoralmente vincente (come abbiamo visto nel 2001), solo che una riduzione fiscale rigorosa è difficile se essa non è parte di una più vasta azione di riduzione del peso dello Stato.
Una riforma delle pensioni autentica è l'altro grandissimo nodo, in prospettiva, che per nei prossimi anni qualcuno dovrà decidersi a sbrogliare: la sostenibilità dello Stato sociale è
messa a rischio dai trend demografici, e su questa strada non si può continuare. Nell'ambito del mercato del lavoro, sono già state fatte cose importanti, ma anche qui bisognerebbe decidersi a prendere il toro per la corna.
E poi vogliamo parlare del peso che hanno sull'andamento del nostro Paese e sulla libertà di noi tutti regolamentazioni e restrizioni alla concorrenza pensate ad esclusivo vantaggio di pochi?
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