Giovedì 26 Ottobre sono stato ospite dalle 20.30 alle 23.00 a Telelombardia nella trasmissione “Prima Serata” relativa alle pensioni; ero l’unico non politico e c’erano 3 esponenti del centro-destra, 3 del centro-sinistra e 1 del partito dei pensionati.
Sono molto soddisfatto che il conduttore David Parenzo, che nuovamente ringrazio, mi abbia invitato, e lo ha fatto dopo aver visto il sito Meno Stato + mercato +libertà, che ha più volte mostrato in trasmissione.
Un anno e mezzo di lavoro (fatto la notte e il fine settimana) inizia a dare i suoi primi frutti.
Per chi non ha visto la trasmissione (che era anche su SKY canale 901) ecco i principali fatti e commenti da me detti.
Nei miei interventi ho fornito delle cifre, che sono sul sito MenoStato e tratti da documenti ufficiali, relative alla spesa per pensioni, in modo che i telespettatori possano meglio comprendere di cosa stiamo parlando.
I Fatti
Spesa per pensioni e rendite (in miliardi di euro)
1995 128
2001 164
2004 196
In 9 anni + 68 miliardi ( circa 131.000 miliardi di lire), + 53%
In 3 anni + 32 miliardi ( circa 61.900 miliardi di lire), +19,5%
Contributi INPS a carico dell’aziende e del lavoratore
Azienda 33%
Lavoratore 9,2%
Totale 42,2%
Netto in busta paga in % sul costo del lavoro
Italia 54% (in Irlanda 75%, Inghilterra 70%, Stati Uniti 70%, Spagna 62%)
Spesa pubblica in % sul PIL
Italia 48,5 (in Irlanda 34%, Spagna 40%, Inghilterra 43,6%
Spesa per pensioni e rendite in % sul totale spesa pubblica
30%
Trasferimenti dello Stato all’INPS
55 miliardi all’anno
Numero di pensioni erogate dall’INPS
18 milioni, di cui 4.000.000 a persone con meno di 65 anni
Commento
La spesa per pensioni cresce ininterrottamente, con un boom negli ultimi e nonostante 4 riforme.
Non è vero che l’INPS sia in utile, perché riceve circa 55 miliardi di euro come trasferimenti dallo Stato (che servono anche per pagare l’assistenza, che è erogata dall’INPS); il gettito annuale dell’IRE (l’imposta sulle persone fisiche, la ex IRPEF) è di 130 miliardi, di cui 55 (il 42%) vanno a sanare il buco dell’INPS.
Un lavoratore dipendente ha circa 6 anni di pensione pagata con i soldi (cioè le tasse) dei cittadini e non con i suoi contributi; molti lavoratori non sanno che la loro pensione non è in relazione ai contributi versati.
Quindi la questione non è tanto fra destra e sinistra o Nord o Sud, ma fra generazioni:
padri e figli, zii e nipoti.
Il sistema è destinato al collasso o, nella migliore delle ipotesi, ad una insostenibile pressione fiscale e contributiva soprattutto sui giovani, che si troveranno fra 20-30 anni a pagare gli enormi debiti che i padri e politici stanno lasciando loro (così come i padri di oggi pagano i debiti dei politici e dei padri di 20 anni fa).
Una delle cause della precarietà e della disoccupazione giovanile è proprio il fatto che per ogni 1.000 euro di stipendio netto bisogna pagare 430 euro di contributi INPS, che servono anche a pagare le pensioni dei tanti cinquantenni (una parte dei quali è nel pieno delle forze e lavora in nero).
Una classe politica seria e responsabile ha il dovere di dire le cose come stanno, anche se impopolari, e di proporre soluzioni non demagogiche.
Non sono entrato nella polemica spicciola della riforma di cui si parla in questi giorni (relativa all’età pensionabile) ma ho invece illustrato la mia ricetta per una soluzione di medio periodo:
1) accelerazione della riforma Dini del ‘95, in modo da arrivare quanto prima al metodo contributivo per tutti (cioè si ha una pensione in proporzione ai contributi versati), mentre chi aveva più di 18 anni di contributi versati nel giorno in cui entrò in vigore la legge ha la pensione con il vecchio metodo a ripartizione (cioè calcolata sugli ultimi stipendi);
2) libertà di andare in pensione quando uno vuole, con la pensione calcolata in automatico in base all’età e alla speranza di vita media (in sostanza, prima si va in pensione, meno si prende);
3) libertà di avere una pensione solo privata, senza avere l’obbligo di averla con l’INPS; in America questa cosa esiste e si chiama 401(k), c’è anche in Cile da 20 anni.
Ho notato che mentre fornivo le cifre alcuni dei politici erano disorientati, o perché non le conoscevano e perché facevano finta di vederle per la prima volta.
Un'altra cosa è che, a telecamere accese, i politici dei 2 schieramenti si ‘azzuffano’ verbalmente, mentre durante la pubblicità e a telecamere spente hanno la familiarità e la confidenza di compagni di classe del liceo.
La politica, cosi come è fatta, è spesso un teatrino, ma chi poi paga il conto è il cittadino con le sue tasse e i sevizi di scarsa qualità, non certo la classe politica!
Dall’inizio del dibattito, ho potuto parlare solo dopo 1 ora e venivo spesso interrotto; ero e sono un corpo estraneo nell’oligarchia della politica.
Ho citato la frase di De Gasperi:
”Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione”
dicendo che di statisti non vedo nella classe politica italiana e ho notato a quel punto ostilità nei miei confronti, ma sono andato in tv per dire come stanno le cose, non per essere coopato dal sistema.
Ho anche visto che i politici passano di continuo da un argomento all’altro, spesso senza un filo logico e penso sia fatto di proposito per disorientare il telespettatore, che difficilmente può ben comprendere gli argomenti di cui si parla.
Ho detto che destra e sinistra sono 2 facce della stessa medaglia, perché la spesa pubblica al netto di interessi (di cui le pensioni sono il 30%) è cresciuta sia con il centro-destra che con il centro-sinistra.
Da notare che ho visto che fra i politici c’è chi confonde milioni con miliardi, e decifit con debito.
Ho ‘ringraziato’ sia il centro destra per il declassamento del debito del 2003 che il centro-sinistra per quello che abbiamo appena avuto grazie anche alla Finanziaria 2007 .
E’ stata una bella prima esperienza e ho da migliorare nel sostenere un discorso con politici di professione abituati
- a parlare per slogan e raramente con numeri,
- ad interrompere,
- a cambiare subito l'argomento del discorso
ma sono certo che chi ascoltava a casa ha compreso le cifre che ho fornito, che nessuno dice mai e invece aiutano a capire.
Fra un mese dovrei andare in Veneto in un’altra trasmissione, ti informerò tramite il blog sia prima che dopo con un resoconto.
Grazie di nuovo a ognuno di voi che legge questo blog e che manda email di incoraggiamento e sostegno, anche economico con le donazioni.
Ultimi commenti